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Mr. Wikipedia ha scritto 2,7 milioni di articoli: il 10% delle voci firmato da un solo autore

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Sverker Johansson ha messo a punto un programma con cui sforna migliaia di pagine. Ma la comunità che scrive i contenuti per l’enciclopedia collaborativa online è divisa dall’approccio automatico e quantitativo alla conoscenza Sverker Johansson ha messo a punto un programma con cui sforna migliaia di pagine. Ma la comunità che scrive i contenuti per l’enciclopedia collaborativa online è divisa dall’approccio automatico e quantitativo alla conoscenza

Quasi tre milioni di voci. L’8,5% del totale degli articoli presenti in tutte le 287 versioni linguistiche di Wikipedia, l’enciclopedia libera e redatta in modo collaborativo che ha rivoluzionato il modo d’informarsi online.

A tanto ammonta il bottino di uno sconosciuto 53enne svedese, Sverker Johansson da Falun, il più prolifico autore nella storia della Babele del web lanciata tredici anni fa dallo statunitense Jimmy Wales. Di cosa scrive? Specie animali, meglio se particolarmente complicate come farfalle o scarafaggi, e cittadine delle Filippine, Paese d’origine della moglie.

Johansson, plurilaureato ed esperto in vari campi piuttosto distanti fra loro, dall’economia alla fisica delle particelle alla linguistica, secondo il Wall Street Journal che ne ha raccontato la storia scrive ovviamente negli idiomi che conosce meglio: un terzo dei suoi contenuti è infatti pubblicato in svedese, le voci restanti in due diverse versioni del filippino. Peccato che sia la mole di lavoro a non far quadrare i conti: il suo impegno volontario di redattore per Wikipedia lo conduce infatti a sfornare qualcosa come 10mila articoli al giorno. Possibile?

Certo. Come molti colleghi che nel tempo libero (e non solo) producono contenuti per l’enciclopedia più consultata della storia si fa aiutare da un bot. Un programmino automatizzato, nel suo caso ribattezzato Lsjbot, che gli è costato molta fatica in fase di programmazione ma che ora gli consente appunto di procedere a velocità umanamente impossibili. Il peso di questi sistemi nell’economia dei contenuti del portale è stata rivelata lo scorso anno proprio da Wales. Una volta scelto il tema e preparati i layout delle voci, il software di Mr. Wikipedia scandaglia una serie di database e altre risorse online, dà una sistemata ai contenuti e pubblica l’articolo.

Tutto molto bello e utile e, come si diceva, non certo una particolarità di Johansson. Tanto che, oltre a una serie di linee guida per questo genere di voci - Bot Approvals Group – su Wikipedia viene comunque indicato quando il pezzo è stato scritto ricorrendo a scorciatoie informatiche. Non fosse per la mole e soprattutto per le problematiche che questa fabbrica di contenuti solleva. 

La comunità internazionale degli autori di Wikipedia – quelli con moltissimi articoli all’attivo, non certo l’autore sporadico – è infatti percorsa da anni da scuole di pensiero diverse su praticamente ogni aspetto della gestione del progetto. Posizioni che spesso prendono vita nelle "discussioni" che chiunque può leggere, ciascuna delle quali legata a una singola voce. Ai normali dibattiti di stile e contenuto si sono legate nel corso del tempo polemiche di ogni genere, comprese quelle che hanno condotto 

all’espulsione di diversi utenti, rivelatisi al soldo di società pubblicitarie o impegnate in un risciacquo di specifiche voci. Senza contare gli errori o i casi di palesi bufale (citazioni o informazioni inventate di sana pianta giusto per ingannare i media e i lettori) infilati negli articoli: un fenomeno saltato fuori, in Italia, con le simpatiche malefatte firmate da Daniele Virgillito e, prima di lui, dell’irlandese Shane Fitzgerald finite su siti e quotidiani dei rispettivi Paesi. E non solo.

Il recordman svedese appartiene dunque alla scuola di quelli che puntano senza mezzi termini all’utopia: "Lo faccio per costruire l’assoluta democrazia online" ha raccontato Johansson all’università di Dalarna, nel suo Paese natale. Il suo sogno è dunque fare di Wikipedia il riferimento definitivo e più completo possibile, in grado di dirci qualcosa, anche se non molto, per qualsiasi elemento ci circondi. Ecco perché la sua tattica è quella di produrre migliaia di voci al giorno. E poco importa se la maggior parte, frutto di un impacchettamento automatizzato, è scarna e dallo scarso tasso informativo: "Qualcuno potrà sempre aggiungere informazioni successivamente” è l’idea del tuttologo svedese.

Diverse le posizioni, come racconta sempre il Wall Street Journal, di autori legati ad altri filoni di pensiero. Fra questi il 41enne tedesco Achim Raschka: "Sono contrario a questo genere di mezze voci generate dai bot" ha detto. La scelta di favorire la quantità sulla qualità “non aiuta lettori e utenti di Wikipedia". Anche perché sono appunto articoli che, nel caso di Lsjbot, contengono appena informazioni tassonomiche, spesso non corrette, e non altre valutazioni che sono un autore in carne e ossa è in grado di fare. "Non vedo niente di male nell’uso dei bot, in particolare quando sono utilizzati in una fase di crescita di una nuova 

edizione di Wikipedia, per esempio rimanendo al caso in questione quella filippina. Noi lo facemmo ormai dieci anni fa per inserire tutti i comuni italiani – racconta a Repubblica.it Frieda Brioschi, pioniera di Wikipedia nel nostro Paese ed ex presidente di Wikimedia Italia – certo per le edizioni mature i programmi automatizzati dovrebbero servire più che altro alla correzione di errori standard, come gli accenti o altre faccende simili. Così accade per esempio sulla versione italiana. Ma certo applicare questa logica semiautomatizzata in senso assoluto, in una specie di corsa a chi sforna più voci, non mi pare l’approccio corretto".

Fonte: La Repubblica

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