Menu
Nuovo farmaco 'discioglie' cancro polmoni, senza chemio

Nuovo farmaco 'discioglie' cancro p…

SYDNEY - Un rivoluzionari...

Nuovo malware su Android fa le chiamate a pagamento

Nuovo malware su Android fa le chia…

Ancora una minaccia per i...

Lavoro: più sono i giorni di malattia pagati, meno si ammalano i dipendenti

Lavoro: più sono i giorni di malatt…

È abbastanza lapalissiano...

Facebook lancia lo shopping sulla chat di Messenger

Facebook lancia lo shopping sulla c…

MILANO - Facebook dichiar...

Onu: "Facebook, Twitter e WhatsApp usati dall'Isis per vendere schiave"

Onu: "Facebook, Twitter e What…

Inutile nasconderlo: Face...

Una conversazione simile a quella umana, l'incredibile linguaggio dei delfini

Una conversazione simile a quella u…

Un linguaggio talmente ev...

Incominciare a lavorare prima delle 10 del mattino provoca stress e stanchezza

Incominciare a lavorare prima delle…

In ufficio, mai prima del...

Nella classifica mondiale degli hacker l'Italia è al decimo posto

Nella classifica mondiale degli hac…

I programmatori italiani ...

Scoperto un trojan che si diffonde via Twitter

Scoperto un trojan che si diffonde …

Avanti un altro. E' stato...

Che cosa fare in caso di terremoto

Che cosa fare in caso di terremoto

La Protezione Civile sul ...

Prev Next

I gesti valgono più di mille parole, ecco perché

  • Scritto da 
Secondo una ricerca pubblicata su Brain and Language la comprensione del linguaggio non verbale spontaneo rivela un complesso sistema neurale, a metà strada tra un linguaggio formale dei segni, come quello utilizzato dai non-udenti, e un linguaggio del corpo emozionale (emotional body language) Secondo una ricerca pubblicata su Brain and Language la comprensione del linguaggio non verbale spontaneo rivela un complesso sistema neurale, a metà strada tra un linguaggio formale dei segni, come quello utilizzato dai non-udenti, e un linguaggio del corpo emozionale (emotional body language)

Il nostro cervello comprende la gestualità spontanea spesso in modo più immediato di quanto non avvenga con le parole. I meccanismi neurali alla base di questa scoperta si collocano a metà tra il linguaggio corporeo affettivo e quello che regola la comunicazione tra i non udenti: questo fa ipotizzare un passaggio evolutivo dal 'paraverbale' al linguaggio parlato.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Brain and Language ed è in prossima uscita nella versione cartacea. Il dito che oscilla per dire 'no', il braccio che indica la direzione di un luogo, due dita ravvicinate nella zona delle labbra per mimare 'sta fumando' oppure, pollice e indice congiunti, la mano che scrive nell'aria 'il conto per piacere'. Sono solo alcune delle diverse tipologie di gesti analizzate dall'Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche di Segrate (Ibfm-Cnr) e il Cognitive Electrophysiology lab dell'Università di Milano-Bicocca. I ricercatori hanno studiato i meccanismi neurali che supportano la comprensione della gestualità spontanea negli udenti, partendo da una batteria di 187 gesti utilizzati spontaneamente per accompagnare o sostituire la comunicazione uditivo-verbale nella lingua italiana. In particolare, l'esperimento voleva indagare se il meccanismo cerebrale di comprensione ed utilizzo dei gesti spontanei fosse più simile a quello che governa il linguaggio del corpo affettivo (body language), da cui traspare per esempio se siamo adirati o imbarazzati, o a quello che controlla il linguaggio dei segni nei non udenti.

Per ciascun gesto sono state scattate foto frontali, con varianti regionali-dialettali e soggettive, coinvolgenti mimica facciale e movimenti o posture caratteristiche, compiuti da sei individui, tre maschi e tre femmine, di età compresa tra i 24 e i 27 anni, per un totale di 1.222 gesti. Gli stimoli sono stati validati da 18 coetanei, anch'essi studenti universitari", spiega Alberto Zani, ricercatore dell'Ibfm-Cnr. "Di questi gesti, 800 sono stati selezionati e abbinati ad una descrizione verbale, per la metà incongruente, al fine di testare i meccanismi di comprensione semantica da parte degli studenti, di 14 dei quali sono stati registrati i potenziali bioelettrici cerebrali (ERPs)".

L'osservazione sperimentale dei soggetti impegnati nella comprensione ha mostrato "un'ampia risposta bioelettrica chiamata N400 frontale, che indica il riconoscimento automatico di un'incongruenza di significato tra gesto e descrizione, circa 400 millisecondi dopo la stimolazione", prosegue Zani. "I segnali neurali ottenuti corrispondono ad aree cerebrali linguistiche-semantiche (lobo temporale mediale sinistro e talamo) e sintattiche (lobo temporale superiore per il linguaggio audiovisivo). Sono risultati attivi anche il sistema di osservazione dell'azione noto come 'sistema di neuroni specchio fronto-parietale' (corteccia premotoria e corteccia parietale inferiore sinistra) e le aree coinvolte nell'elaborazione delle parti del corpo e del volto".

"I risultati dello studio indicano l'esistenza di un complesso sistema neurale per la comprensione della lingua dei segni spontanea, che potremmo ipotizzare a metà strada tra un linguaggio formale dei segni, come quello utilizzato dai non-udenti, e un linguaggio del corpo emozionale (emotional body language)", conclude Alice Mado Proverbio, docente dell'Università di Milano-Bicocca e coordinatrice dello studio. "Ciò permette di supporre che vi sia stata una transizione filogenetica tra il sistema di comunicazione linguistica esclusivamente gestuale e quello più propriamente uditivo-verbale. La coesistenza di un sistema avanzato di comunicazione gestuale e di capacità imitative spiccate potrebbe aver reso possibile, negli ominidi, la nascita di protosegni con chiari significati semantici, dotati di specifiche regole d'uso e utilizzati in assenza del referente, caratteristica tipica del linguaggio verbale moderno".

Fonte: La Repubblica - Foto: Mister Media

Torna in alto

Categorie

Documentari

Notizie e Turismo

Seguici su

Informazioni

Grazie per la tua donazione