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A Padova il primo trapianto in Italia di mandibola artificiale

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La protesi in titanio include il mento e il condilo ed è dotata di fori per l'innesto di muscoli e nervi: è stata applicata a un paziente affetto da osteonecrosi che da poco dopo l'intervento ha ripreso a parlare, alimentarsi e respirare in totale autonomia e soprattutto senza dolori La protesi in titanio include il mento e il condilo ed è dotata di fori per l'innesto di muscoli e nervi: è stata applicata a un paziente affetto da osteonecrosi che da poco dopo l'intervento ha ripreso a parlare, alimentarsi e respirare in totale autonomia e soprattutto senza dolori

Per la prima volta in Italia, a Padova, è stato ricostruito con un trapianto artificiale di mandibola, il volto di un paziente di mezza età affetto da osteonecrosi. L'intervento è stato effettuato alcuni mesi (ma reso noto oggi a verifiche sul successo concluse) e si era reso necessario perché ricorrenti infezioni compromettevano la capacità funzionale del malato e i dolori gli causavano limitazioni di salute.

Chirurghi e ingegneri in sala - La seduta operatoria è durata 4 ore ed è stata portata a termine con successo da un'equipe formata da medici (i ricercatori Giorgia Saia e Giordana Bettini coordinati da Alberto Bedogni) e 'ingegneri' nella divisione di Chirurgia maxillo-facciale dell'Azienda ospedaliera - Università di Padova, diretta da Giuseppe Ferronato: al paziente è stata applicata una mandibola artificiale di titanio del peso di 26 grammi e realizzata con tutti i fori necessari per l'inserimento di muscoli e nervi.

La costruzione della protesi - La protesi artificiale è personalizzata ed ha sostituito tutta la porzione compromessa dalla malattia, inclusi il condilo e il mento, parti indispensabili per le funzioni primarie di articolazione della parola, masticazione, deglutizione e competenza delle labbra, nonché per l'aspetto esteriore del volto. A realizzarla è stato un gruppo di ricercatori padovani che ha lavorato al fianco di ingegneri e bio-ingegneri di un'azienda italiana leader nel settore della ricerca e della produzione di dispositivi medici. Il 'calco' è stato realizzato attraverso l'elaborazione al computer delle immagini dello scheletro facciale del paziente grazie alla tomografia computerizzata. Le immagini realizzate hanno prodotto un modello virtuale 3D della mandibola. Con la tecnica del mirroring è stato quindi specchiato il lato sano sulla mandibola mancante e infine ricostruita la forma finale mandibola al computer. A modello concluso, un raggio laser ha fuso per strati la polvere di titanio formando così la nuova mandibola.

I benefici per il paziente - La nuova tecnica - si legge in una nota dell'Azienda ospedaliera di Padova - riduce il rischio di complicanze e le possibilità di rigetto; consente con un unico intervento il recupero della migliore forma del volto e la respirazione autonoma post-operatoria; inoltre, già dal giorno successivo all'intervento consente la ripresa dell'alimentazione senza accesso tracheostomico e in generale favorisce da subito il recupero della qualità della vita. Questo intervento migliora il supporto del labbro inferiore, la simmetria finale della parte inferiore del viso e la competenza delle labbra. "Il paziente ora può masticare, parlare, respirare e deglutire normalmente e soprattutto non ha più dolori. E' tornato - si legge nella nota - a una normalità di vita".

I costi e le prospettive - Il costo medio di un impianto di questa tipologia è di circa euro 3.500. "Le nuove protesi progettate  - conferma il professor Giuseppe Ferronato - hanno dimostrato anche una buona resistenza al trattamento chemio-radioterapico e potrebbero essere utilizzate nella cura dei tumori maligni del cavo orale aprendo così la strada ai pazienti oncologici critici che non sopporterebbero altrimenti, interventi ricostruttivi complessi".

Fonte: La Repubblica - Foto: Data Manager

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