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Ed Houben, padre biologico di 106 figli: "Non uso provette, tutti frutti di rapporti"

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Ex donatore di seme in clinica, da 13 anni ha incontri sessuali con le aspiranti mamme. La Bbc lo ha definito "l'uomo più virile d'Europa". Ma lui ammette: "Sono bruttino e grassottello, incredibile che io contribuisca al miracolo della vita" Ex donatore di seme in clinica, da 13 anni ha incontri sessuali con le aspiranti mamme. La Bbc lo ha definito "l'uomo più virile d'Europa". Ma lui ammette: "Sono bruttino e grassottello, incredibile che io contribuisca al miracolo della vita"

Se non esistesse già un film canadese sul tema – Starbuck, 533 figli e non saperlo (2011) – la storia di Ed Houben, 45enne olandese di Maastricht, meriterebbe senz’altro le attenzioni di uno sceneggiatore. Houben dona il suo seme a coppie etero e lesbo da 13 anni.

Ed è il padre biologico di almeno 106 bambini. Di questi, solo un terzo è il frutto di un’inseminazione artificiale. Il resto – a conti fatti ben più della metà – è il risultato di un incontro sessuale tra Houben e le donne che desiderano restare incinte.

Il fatto che quest’uomo non sia un millantatore alla ricerca di sesso facile, è “certificato” dall’attenzione che ha ricevuto, negli ultimi anni, dai media più qualificati. La Bbc gli ha dedicato un servizio in cui l’ha definito “l’uomo più virile d’Europa”. Der Spiegel ha riportato, qualche anno fa, le testimonianze di alcune donne che l’hanno incontrato. La piattaforma TEDx, collegata alla rete di conferenze globale TED, ospita il racconto (in prima persona) della sua curiosa attività di babymaker. Non ultimo, un lungo articolo della rivista GQ - virale sui social network - ha riferito in modo dettagliato gli incontri che avvengono nella “guest room” di Ed, in cui entrano sia aspiranti mamme sia – nel 20% dei casi – i loro mariti.

Eravamo tre persone nel letto - ha raccontato Houben a proposito della prima volta che è stato con la donna di un altro uomo, 13 anni fa ad Amsterdam -, ma lui non mi ha toccato nemmeno accidentalmente. Voleva essere presente mentre suo figlio veniva concepito”. Stando a quanto racconta – e a quanto ha potuto constatare il giornalista di GQ che lo ha seguito per quattro giorni – Houben riceve visite da ogni parte del mondo: Germania, Belgio, Brasile, Australia, Hong Kong e Giappone. Dottoresse, musiciste, persino ex modelle di lingerie. La sua vita è scandita dall’ovulazione di chi riceve. Dalle “prime volte” e dai “ritorni” di chi vuole aumentare le probabilità di successo. E se fino a tre anni fa Ed non badava all'asoetto fisico, oggi invece richiede una foto a chi lo contatta: "Tutte le donne sono perfette - ammette candidamente a GQ - ma alcune lo sono più di altre".

Per molte coppie Houben rappresenta un’alternativa ai costi e alle delusioni della fecondazione assistita. Una sorta di ultima spiaggia della procreazione. Poco importa che Ed sia un “uomo bruttino e grassoccio con gli occhiali”, come si definisce lui stesso. “La loro disperazione – dice il babymaker – va ben oltre la gelosia”. E sembra andare oltre l’effettiva fertilità del 45enne olandese, che sul suo sito ufficiale – una pagina web ferma apparentemente allo scorso decennio – ha pubblicato il test del suo seme risalente a più di dieci anni fa. Sono di quest’anno, invece, i PDF con le analisi che certificano la sua salute, in particolare l’assenza di malattie sessualmente trasmettibili: “Le faccio ogni sei mesi” dice lui.

“Sono ricco di bambini – ha detto Houben – ma non di denaro”. Il suo servizio, infatti, è totalmente gratuito, poiché “la vita non andrebbe mai comprata”. Il lavoro di Ed, in effetti, è un altro. Una mansione di cui ha scelto di riferire solo il salario: 18mila euro all’anno. Chi viene a conoscenza della sua storia è libero di trarre conclusioni pruriginose, ma Houben sostiene di operare sulla base di nobili sentimenti: “Mi rifiuto di essere orgoglioso di ciò che faccio. Io no  ho bambini – spiega -, altre persone li hanno grazie a un mio piccolo contributo”. E gli accordi non scritti che prende con i futuri genitori rispecchiano il suo pensiero: se un giorno i bambini volessero conoscerlo, non avrà problemi a farlo. Ma soprattutto Ed non rivendicherà mai la sua paternità.

Ci ha provato, Houben, a vestire i panni del semplice donatore: “Ero in una clinica, più di dieci anni fa, e mi aspettavo che il miracolo della vita venisse accolto con sirene e fanfare. Mi ricordo di aver detto ‘Hey, c’è qualcuno? Ho una provetta qui”. E una persona da un’altra stanza mi ha semplicemente risposto di lasciarla sul tavolo”. La sua “carriera”, oggi, è quasi giunta al termine. Ed ha in programma di ritirarsi una volta compiuti i 50 anni. Questo vuol dire che Houben - se riuscisse a mantenere i ritmi di cui si vanta – diventerà padre altre 50 volte, per un totale di 156 figli. Un numero da far invidia persino a Priamo.

Fonte: La Repubblica - Foto: Oddmag

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