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Bomba del perito sul processo Meredith. "Il coltello non è quello dell'omicidio" |
LA REPUBBLICA - Lo proteggono come se fosse una santa reliquia. Custodito in una busta di plastica e poi chiuso in una scatola di cartone con tanto di scritta "evidence", ("prova"), è sorvegliato da due poliziotte. Durante l'inchiesta, quando era analizzato nei laboratori della Polizia Scientifica, era impossibile osservarlo da vicino, non solo per i consulenti di parte ma anche per i periti del gip. E anche oggi, nell'aula della Corte d'Assise testimoni e avvocati devono sottostare al rigido protocollo previsto per l'esame delle prove di più delicate per poterlo guardare: mascherina e guanti in lattice ed estrema attenzione a non contaminarlo. Precauzioni che appaiono ridicole, dato che ormai è certo che quel coltello sequestrato a casa di Raffaele Sollecito e su cui la polizia scientifica ha rilevato tracce biologiche di Meredith Kercher e di Amanda Knox non è l'arma usata per uccidere la studentessa inglese ammazzata la sera del 1 novembre 2007 in via della Pergola 7 a Perugia.
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