Semenya può correre ma ora non ce la fa Stampa E-mail
Sport
Giovedì 08 Luglio 2010 19:53

LA REPUBBLICA - Ora che potrebbe correre non ce la fa, va piano, come le schiappette. "Abbiamo fatto dei test al campo, Caster non sta bene". La Semenya, la ragazza col sesso in bilico, appena rimessa dalla Iaaf in libertà agonistica, si è allenata ma è lontano almeno cinque secondi dai suoi standard e in queste condizioni il suo ritorno alle gare, dopo 11 mesi di stop cautelativo in attesa dei risultati del test genetico, rischia di diventare interessante soltanto per i flash dei fotografi: "In questo momento - ammette il suo tecnico Michael Seme - Caster non è in forma. Abbiamo effettuato delle prove cronometrate al campo e il cronometro non mente quasi mai". Cos'è successo due giorni fa a Pretoria? E' successo che la 19enne sudafricana campionessa del mondo degli 800 metri (a Berlino), forte dello straordinario tempo di 1'55"45, non cammina. O meglio, cammina come un'atleta di medio livello: "Doveva correre due volte i 600 metri, e almeno in una occasione sotto l'1'32"", spiega ancora Seme. Ma l'esito è stato desolante. Caster ha corso il primo a 1'38 e dopo cinque minuti di recupero ha corso il secondo a 1'35". "Credo sia inutile pensare ai mondiali juniores di Moncton, in Canada", per i quali dovrebbe comunque superare un test, ottenere un minimo (che non ha). Le gare si disputeranno dal 19 al 25 luglio. Dunque troppo vicini, secondo il tecnico, per ipotizzare realisticamente un concreto miglioramento delle prestazione e della condizione generale.

"E poi c'è il viaggio, la preparazione, la concentrazione". Caster, dopo 11 mesi trascorsi sì ad allenarsi ma sempre con la sgradevole sensazione di non avere un vero e proprio futuro agonistico davanti, ha perso un po' della sua grinta: "Meno voglia e meno slancio, ma va capita". Con questi riscontri al campo, su un eventuale 800 non scenderebbe sotto i 2'. E allora che fare? "Ci daremo sotto per tentare almeno di partecipare ai campionati africani in programma a Nairobi dal 28 luglio". Caster non ha un tempo d'iscrizione, quindi dovrebbe sperare in una "wild card", che certamente la Iaaf non dovrebbe negargli visto che il suo oro a Berlino rientra all'interno degli 11 mesi di tolleranza previsti dal regolamento.

Da appena due giorni Caster è stata "liberata" Dopo quasi un anno di silenzio la Iaaf ha ufficializzato: "Può tornare alle gare". Ma non ha aggiunto altro. Non saranno mai noti, hanno spiegato dai vertici di Montecarlo, i veri risultati del test genetico cui la ragazza è stata sottoposta: è un uomo, una donna, uno pseudoermafrodito? Di fatto, la Iaaf ha soltanto sdoganato la sua posizione. Senza aggiungere altro. Adesso Caster è donna. Ma non la Iaaf avendo spiegato niente di come sia arrivata a certe conclusioni, resta il dubbio, non occorrendo in realtà che un mese al massimo per la conclusione di un'indagine pur così delicata, che si tratti di uno sdoganamento politico. Chiusa la faccenda. Caster potrebbe gareggiare in Europa nelle prossime due settimane: "Potrebbe farle bene riprendere contatto con la pista, le avversarie, la pressione". Ma va piano. Sembra una storia destinata a non conoscere fine. Viene da pensare che il mistero, invece di dipanarsi, cominci proprio adesso ad infittirsi. E se Caster non corresse più ai livelli dello scorso anno. Che penserebbe la gente?

di ENRICO SISTI

Fonte & Foto: www.repubblica.it

 

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