'Buried' porta il buio al Sundance, 94 minuti di un incubo da cult Stampa E-mail
Spettacoli & Cultura
Martedì 26 Gennaio 2010 01:26

LA REPUBBLICA - Novantaquattro minuti in una bara. Novanta di ossigeno. Un conto alla rovescia infinito illuminato da un accendino, una candela e dalla luce di un cellulare. Un solo attore sepolto (Ryan Reynolds) e la guerra fuori, sulla terra, nel deserto di un Iraq quasi invitante in confronto al buio. L'idea è del regista spagnolo Rodrigo Cortés, 36 anni, che ha presentato Buried al Sundance Festival di Robert Redford. Il risultato è che il suo film, il settimo della carriera, ha convinto tutti. Di più, ha esaltato critici e pubblico. "Ho pensato. Qual è il film più economico che posso fare con il minor numero possibile di attori e solo una location?", ha detto Cortés prima che la pellicola fosse proiettata. "Ecco. E' stata più o meno questa l'idea che ha portato al concepimento di Buried". Il critico cinematografico Alex Billington è tornato a casa dopo la prima proiezione notturna di Buried e si è messo a scrivere. La sua recensione è esaltante. Tanto da non voler in alcun modo raccontare lo svolgimento del film. Le sue parole si accavallano emozionate, entusiaste, veloci: "Il film è fenomenale" ha scritto.

 
Possibile mandare a quel paese i vigili Stampa E-mail
Primo Piano
Lunedì 25 Gennaio 2010 02:21

LA REPUBBLICA - Dopo anni di battaglie verbali, giocate sul filo della provocazione da parte degli automobilisti, ora arriva una sorta di (incredibile) via libera: ci sono casi in cui si può mandare 'a quel paese' il vigile perchè ha elevato una contravvenzione. La legittimazione totale arriva direttamente dalla Corte di Cassazione che, però, precisa: "la minaccia al 'pizzardone' va assolta nel caso in cui la multa sia stata fatta ad un automobilista che abbia "contingenze prioritarie che prevalgano su ogni altra esigenza". Ecco perchè la Sesta sezione penale - sentenza 1997- ha annullato una doppia condanna per il reato di mianccia ad un medico catanese, Antonio C. che venne multato dalla polizia municipale per auto in divieto di sosta con rimozione forzata. Il medico, chiamato per una visita cardiologica urgente, aveva lasciato la macchina in divieto e, vedendo i vigili elevargli la contravvenzione, si era rivolto loro dicendo: "fatemi la contravvenzione e io vi farò vedere l'inferno. Una minaccia da condannare sia per il Tribunale che per la Corte d'appello di Catania (maggio 2008). La difesa di Antonio C. ha fatto ricorso con successo in Cassazione sostenendo che in questo caso doveva scattare "l'esimente dell'adempimento del dovere" non escludibile "in ragione dello scarso livello di sensibilità dimostrato verso la difficile opera di controllo del traffico e delle esigenze della collettività".

 
Osama Bin Laden, nuove minacce; rivendicato l'attacco al volo Delta Stampa E-mail
Esteri
Lunedì 25 Gennaio 2010 02:11

LA REPUBBLICA - Osama Bin Laden torna a far sentire la sua voce. In un messaggio audio trasmesso dall'emittente Al Jazeera, il terrorista più ricercato del mondo, rivendica il mancato attentato del 25 dicembre e annuncia nuove azioni contro gli Stati Uniti. Lo scorso Natale un nigeriano di 23 anni, Umar Farouk Abdulmutallab, cercò di accendere dell'esplosivo a bordo del volo Northwest 253 della Delta Airlines, partito da Amsterdam alla volta di Detroit, e fu fermato dall'equipaggio e dai passeggeri. Nell'audio Osama dice esplicitamente: "Questo è un messaggio di Osama ad Obama, se i nostri messaggi potessero essere trasmessi con le parole non li avremmo trasmessi attraverso gli aerei". Poi, dopo la rivendicazione, il capo di Al Qaeda lega il tentato attacco di Natale alla presenza degli Stati Uniti in Medio Oriente e al problema della Palestina: "E' triste vedere che Lei vive in un posto sicuro, mentre i nostri fratelli soffrono a Gaza". "I nostri attacchi contro di voi continueranno - prosegue Osama - fino a quando continuerete ad appoggiare Israele. Il messaggio che vi volevamo trasmettere attraverso l'aereo del militante Omar al Faruk conferma i precedenti messaggi che vi sono stati recapitati dagli eroi dell'11 settembre e cioè che gli Usa non potranno godere di una vita serena fin tanto che noi non la godremo in Palestina".

 
Teresa fra cani e cammelli: "Con Rex un rapporto speciale" Stampa E-mail
Spettacoli & Cultura
Lunedì 25 Gennaio 2010 02:02

LA REPUBBLICA - Le basta uno sguardo per comunicare con chi non ha il dono della parola, una regia perfetta fatta di sussurri, minimi gesti, cenni del capo. Gli attori capiscono ed eseguono. Il risultato è davanti agli occhi di tutti, anche del pubblico televisivo italiano che da tanti anni segue le avventure del commissario Rex. Teresa Ann Miller è una animal trainer, fa l'addestratrice di mestiere, per passione e per tradizione familiare. Cani e gatti ma anche, per dire, cammelli e maiali (come Babe). Li porta a Hollywood o sui set in giro per il mondo. Dalle praterie di Balla coi lupi a una nave da crociera Costa, una delle location - insieme a Roma e Malta - della prossima serie di Rex, dodici episodi in sei puntate in onda in Italia a febbraio. Trattati come star: sulla nave, ad esempio, ad attendere "il commissario" c'era una cabina allestita - o meglio, trasformata - apposta per lui: moquette-prato a terra, un piccolo materasso per riposare nelle pause fra un ciak e l'altro, e poi ogni giorno - le riprese a bordo sono durate una settimana - il ponte liberato dagli ospiti (umani) per il tempo necessario allo jogging quotidiano. "Non sono pretese assurde - spiega Teresa Ann - gli animali hanno bisogno di cure maggiori rispetto agli attori. Quello che per una star può essere un capriccio, per un cane è una necessità. Non possiamo pretendere da loro che si adattino alle situazioni".

 
Il Papa: "Si apre una nuova era, Internet va evangelizzato" Stampa E-mail
Tecnologia
Sabato 23 Gennaio 2010 17:00

LA REPUBBLICA - Si apre una "nuova era", quella dell'evangelizzazzione del web: nel messaggio per la 44esima Giornata Mondiale delle Comunicazione sociali papa Benedetto XVI  invita la chiesa intera a guardare a Internet con entusiasmo e audacia ed esorta i sacerdoti a diventare navigatori della rete, a partecipare ai social network e a portare la parola di Dio nel grande continente digitale. "Una pastorale nel mondo digitale è chiamata a tener conto anche di quanti non credono, sono sfiduciati e hanno nel cuore desideri di assoluto e di verità non caduche, dal momento che i nuovi mezzi consentono di entrare in contatto con credenti di ogni religione, con non credenti e persone di ogni cultura" afferma Benedetto XVI per il quale "è forse possibile ipotizzare che il web possa fare spazio anche a coloro per i quali Dio è ancora uno sconosciuto". "Anche nel mondo digitale - auspica il Papa - deve emergere che l'attenzione amorevole di Dio in Cristo per noi non è una cosa del passato e neppure una teoria erudita, ma una realtà del tutto concreta e attuale. La pastorale nel mondo digitale, infatti, deve poter mostrare agli uomini del nostro tempo, e all'umanità smarrita di oggi, che Dio è vicino; che in Cristo tutti ci apparteniamo a vicenda".

 
Cina: 'Parole Clinton dannose'. Obama: "Vogliamo risposte" Stampa E-mail
Tecnologia
Venerdì 22 Gennaio 2010 21:48

LA REPUBBLICA - Il ministero degli Esteri cinese ha definito "dannoso" per i rapporti con gli Usa il discorso di Hillary Clinton che ieri ha accusato la Cina di aumentare la censura su Internet. Accuse "irragionevoli" replica Pechino, che "negano la realtà e danneggiano le relazioni tra i due Paesi" ha detto il portavoce del ministero, Ma Zhaoxu, in una nota pubblicata sul sito. "Internet in Cina è aperta e la Cina è il Paese più attivo nello sviluppo di Internet" prosegue la nota, sottolineando che "alla fine dell'anno scorso i netiziens cinesi hanno raggiunto la cifra di 384 milioni e ci sono 3,68 milioni di website, 180 milioni di blog". Ma Obama resta "preoccupato": "Tutto quello che vogliamo - ha detto il portavoce della Casa Bianca Bill Burton - sono delle risposte". La polemica, nata dalle continue intrusioni informatiche al servizio mail di Google, è stata rinfocolata dalla Clinton, che ha chiesto a Pechino di condurre un'inchiesta "trasparente e approfondita" sugli attacchi online. "I Paesi che limitano il libero accesso alle informazioni o violano i diritti basilari degli utenti di Internet rischiano di tagliarsi fuori dal progresso del secolo", ha affermato il segretario di Stato, minacciando "conseguenze" per chi minaccia il cyberspazio.

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>
Pagina 10 di 96
Condividi questa pagina su Facebook

Utenti Casuali

Bacheca Annunci

Italian English French German Japanese Portuguese Russian Spanish

Newsletter