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Privacy su Facebook, i ragazzi si difendono così |
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Tecnologia
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Giovedì 08 Luglio 2010 20:06 |
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LA REPUBBLICA - Mark Zuckerberg dice che i teen ager di oggi non si curano della privacy? Bè, il padrone di Facebook nelle sue recenti dichiarazioni a Repubblica ha voluto esagerare, o comunque manipolare a suo vantaggio la coscienza tecnologica di una generazione, un fenomeno pieno di sfumature che i social network come il suo stanno plasmando di giorno in giorno. "Non è affatto vero che i ragazzi di oggi non si curano della privacy, in realtà ne sono ossessionati - spiega il professore James Grimmelmann a un gruppo di giornalisti europei arrivati a New York proprio per discutere di privacy su internet - La differenza con le generazioni precedenti è che la loro privacy è più sociale e relazionale, magari meno preoccupata delle intrusioni del governo e più di quelle di genitori e insegnanti". I ragazzi, spiega questo professore-ragazzino di Giurisprudenza presso la New York Law School, in realtà "fanno continue valutazioni di cosa nascondere e cosa rendere pubblico, soppesando i benefici dello sharing e i costi della perdita di privacy". "Creano finti profili, finti nomi, finte età e tante piccole bugie per proteggersi da occhi indiscreti. Quando si torna da una festa, ormai la prima cosa da fare è andare a 'untaggare' - ovvero togliere le targhette identificative da tutte le foto pubblicate da chi era a quella festa. Ed è normale che ti arrivi un invito a un 'no camera party' o 'no cellulare party: c'è consapevolezza assoluta dei rischi e ci si attrezza per evitarli".
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Semenya può correre ma ora non ce la fa |
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Sport
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Giovedì 08 Luglio 2010 19:53 |
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LA REPUBBLICA - Ora che potrebbe correre non ce la fa, va piano, come le schiappette. "Abbiamo fatto dei test al campo, Caster non sta bene". La Semenya, la ragazza col sesso in bilico, appena rimessa dalla Iaaf in libertà agonistica, si è allenata ma è lontano almeno cinque secondi dai suoi standard e in queste condizioni il suo ritorno alle gare, dopo 11 mesi di stop cautelativo in attesa dei risultati del test genetico, rischia di diventare interessante soltanto per i flash dei fotografi: "In questo momento - ammette il suo tecnico Michael Seme - Caster non è in forma. Abbiamo effettuato delle prove cronometrate al campo e il cronometro non mente quasi mai". Cos'è successo due giorni fa a Pretoria? E' successo che la 19enne sudafricana campionessa del mondo degli 800 metri (a Berlino), forte dello straordinario tempo di 1'55"45, non cammina. O meglio, cammina come un'atleta di medio livello: "Doveva correre due volte i 600 metri, e almeno in una occasione sotto l'1'32"", spiega ancora Seme. Ma l'esito è stato desolante. Caster ha corso il primo a 1'38 e dopo cinque minuti di recupero ha corso il secondo a 1'35". "Credo sia inutile pensare ai mondiali juniores di Moncton, in Canada", per i quali dovrebbe comunque superare un test, ottenere un minimo (che non ha). Le gare si disputeranno dal 19 al 25 luglio. Dunque troppo vicini, secondo il tecnico, per ipotizzare realisticamente un concreto miglioramento delle prestazione e della condizione generale.
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Misteriosi quegli oggetti...breve il tempo della tecnologia |
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Tecnologia
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Giovedì 08 Luglio 2010 09:34 |
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LA REPUBBLICA - Chissà se, mettiamo fra 10 anni, potrò rivedere il mio iPad in una galleria tecnovintage. E chissà quali sensazioni mi darà: mi ricorderà un successo o un fallimento? E un tempo lungo o una parentesi breve e sfortunata? Perché qui di questo si tratta: passiamo con le macchine a volte più tempo che con quelli che amiamo. Entrano dentro di noi. Sono pezzi dei nostri ricordi. Altrimenti perché le avrebbero chiamate vintage? Per quel velo di frivola nostalgia che ci prende quando guardiamo un oggetto d'uso fuori dallo sguardo disattento della funzionalità. All'improvviso ci appare goffo, perché ci appare così come realmente è. Come quel vestito di nostra madre, a fiori su seta nera, che da ragazzini ci faceva provare tutto quello che poi abbiamo ritrovato nelle canzoni di Lucio Battisti. Pezzi di plastica che diventano forme del cuore. Sono parole da vecchi. Ma il tempo tecnologico è breve, più che rapido, e coinvolge i giovani con i suoi passi lunghi. I miei figli guarderebbero con tenerezza l'Amiga che è stato il loro prima computer negli anni '80. O mia figlia la scatola grigia del Nintendo in cui, nel 2001, durante un viaggio negli scenari più belli dell'Arizona e dello Utah, a me che per le duecentesima volta le dicevo: guarda che bella quella roccia, disse, senza smettere di pigiare sui
pulsanti neri: "Tu non hai ancora capito che a me della natura non frega assolutamente niente". Un mostro, allora. Adesso è una persona perbene, posso assicurarlo.
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Due derby per Balotelli |
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Sport
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Mercoledì 07 Luglio 2010 21:13 |
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SPORTAL - Che Mario Balotelli andrebbe via di corsa dall'Inter si è capito da tempo, dalle dichiarazioni al gesto della maglietta gettata a terra. Massimo Moratti fino a poco fa non sembrava intenzionato a privarsi del suo giovane pupillo ("Io spero possa rimanere qua, ma lascio anche alla sue speranze di crescita e alle condizioni di mercato la possibilità che arrivino delle novità" aveva detto solo pochi giorni fa a un'emittente televisiva milanese il presidente dei campioni d'Europa). Negli ultimi giorni, però, sono bastate le prime aperture del massimo dirigente nerazzurro ("Non ci sono giocatori incedibili"), sommate a quelle del procuratore di SuperMario, Mino Raiola ("E' difficile trattenere un giocatore che vuole andare via") per scatenare le voci sull'attaccante. Le "serpi" sono in seno, vicino a casa. I cugini del Milan, infatti, sono pronti a "giocare" un derby per accaparrarsi il giovane attaccante. Testimonianza ne dà anche il consiglio al presidente rossonero, Silvio Berlusconi, del figlio: "Io prenderei Balotelli". Per ora, però, ancora nessuna offerta dai dirigenti di via Turati.
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