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Vivere bene a quota 5.000, svelato il segreto dei tibetani |
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Scienze
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Mercoledì 14 Luglio 2010 01:42 |
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LA REPUBBLICA - Vivere in alta quota allunga e migliora la vita. Ad assicurare longevità e vecchiaia più attiva non sono solo aria pulita, cibi sani, movimento quotidiano e ritmi meno stressanti. Un gruppo di ricercatori americani ha certificato che i popoli di montagna sono geneticamente diversi dagli altri. Il loro organismo, nel corso dei secoli, ha subìto un mutamento biologico, capace di garantire la sopravvivenza della specie anche in condizioni estreme. Lo studio dell'Università di Berkeley, pubblicato sull'ultimo numero della rivista Science, è riuscito a spiegare perché la resistenza alla rarefazione dell'aria, dove la concentrazione dell'ossigeno è inferiore fino al 40% rispetto a quella sul livello del mare, rallenta gli effetti dell'invecchiamento e migliora le prestazioni degli organi interni. La ricerca è stata effettuata in Tibet e ha messo a confronto il Dna di cinquanta abitanti dell'Himalaya con quello di altrettanti cinesi di etnia han nati in pianura. Fino ad oggi la scienza aveva già scoperto dieci geni che distinguono i due popoli. L'équipe del professor Rasmus Nielsen ne ha rilevati ora trenta, individuando per la prima volta nei discendenti di chi da generazioni si è insediato sopra i 3500 metri di quota una sorta di "umanità parallela".
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Il senso del silenzio |
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Politica
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Venerdì 09 Luglio 2010 03:29 |
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LA REPUBBLICA - Oggi non usciranno i quotidiani, taceranno i notiziari televisivi e radiofonici, resteranno fermi i siti internet per lo sciopero nazionale dei giornalisti contro la "legge bavaglio". Può sembrare una contraddizione davanti ad una legge che limita la libertà d'informazione, firmata da un Premier che invita i lettori a scioperare contro i quotidiani. In realtà è un gesto di responsabilità dei giornalisti italiani per denunciare il governo e richiamare l'attenzione di tutti i cittadini sulla gravità di una norma che colpisce insieme la tutela della legalità, il contrasto al crimine e la libera e trasparente circolazione delle notizie. Non si tratta di uno sciopero corporativo, ma di una protesta a tutela dei cittadini, cui la legge nega il diritto di essere liberamente informati, cioè di conoscere e di sapere, e dunque di rendersi consapevoli e di giudicare a ragion veduta. A questo diritto fondamentale, corrisponde il dovere dei giornali di dare tutte le notizie utili ai lettori, con un autonomo e libero lavoro di ricerca, selezione e gerarchia delle informazioni, che viene giudicato ogni giorno dal mercato.
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Camorra, arrestato il boss Pagano tra i trenta latitanti più pericolosi |
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Cronaca
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Giovedì 08 Luglio 2010 20:16 |
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LA REPUBBLICA - Il boss della camorra Cesare Pagano (42 anni), del clan degli scissionisti, è stato arrestato dalla polizia a Napoli. Pagano, nella lista dei primi trenta latitanti più pericolosi d'Italia, era nascosto in una villa a poca distanza dalla spiaggia, insieme con due guardaspalle, il nipote Carmine, soprannominato 'Angioletto', anch'egli latitante, e il genero. La polizia ha circondato l'abitazione e ha fatto irruzione, sparando colpi di pistola in aria a scopo intimidatorio. I tre non hanno opposto resistenza. Nato il 22 ottobre 1969 a Napoli, Pagano era ricercato dal marzo del 2009 per associazione di tipo mafioso e traffico internazionale di stupefacenti. Dopo gli arresti effettuati l'anno scorso nel corso dell'operazione C3 che ha colpito duramente gli Amato-Pagano con l'arresto del cognato di Pagano, Raffaele Amato, e il successivo arresto di Antonio Bastone, sarebbe ora lui a capo del clan degli scissionisti. Cesare è fratello di Vincenzo Pagano e di Ermelinda Pagano, moglie di Raffaele Amato.
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Privacy su Facebook, i ragazzi si difendono così |
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Tecnologia
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Giovedì 08 Luglio 2010 20:06 |
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LA REPUBBLICA - Mark Zuckerberg dice che i teen ager di oggi non si curano della privacy? Bè, il padrone di Facebook nelle sue recenti dichiarazioni a Repubblica ha voluto esagerare, o comunque manipolare a suo vantaggio la coscienza tecnologica di una generazione, un fenomeno pieno di sfumature che i social network come il suo stanno plasmando di giorno in giorno. "Non è affatto vero che i ragazzi di oggi non si curano della privacy, in realtà ne sono ossessionati - spiega il professore James Grimmelmann a un gruppo di giornalisti europei arrivati a New York proprio per discutere di privacy su internet - La differenza con le generazioni precedenti è che la loro privacy è più sociale e relazionale, magari meno preoccupata delle intrusioni del governo e più di quelle di genitori e insegnanti". I ragazzi, spiega questo professore-ragazzino di Giurisprudenza presso la New York Law School, in realtà "fanno continue valutazioni di cosa nascondere e cosa rendere pubblico, soppesando i benefici dello sharing e i costi della perdita di privacy". "Creano finti profili, finti nomi, finte età e tante piccole bugie per proteggersi da occhi indiscreti. Quando si torna da una festa, ormai la prima cosa da fare è andare a 'untaggare' - ovvero togliere le targhette identificative da tutte le foto pubblicate da chi era a quella festa. Ed è normale che ti arrivi un invito a un 'no camera party' o 'no cellulare party: c'è consapevolezza assoluta dei rischi e ci si attrezza per evitarli".
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Semenya può correre ma ora non ce la fa |
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Sport
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Giovedì 08 Luglio 2010 19:53 |
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LA REPUBBLICA - Ora che potrebbe correre non ce la fa, va piano, come le schiappette. "Abbiamo fatto dei test al campo, Caster non sta bene". La Semenya, la ragazza col sesso in bilico, appena rimessa dalla Iaaf in libertà agonistica, si è allenata ma è lontano almeno cinque secondi dai suoi standard e in queste condizioni il suo ritorno alle gare, dopo 11 mesi di stop cautelativo in attesa dei risultati del test genetico, rischia di diventare interessante soltanto per i flash dei fotografi: "In questo momento - ammette il suo tecnico Michael Seme - Caster non è in forma. Abbiamo effettuato delle prove cronometrate al campo e il cronometro non mente quasi mai". Cos'è successo due giorni fa a Pretoria? E' successo che la 19enne sudafricana campionessa del mondo degli 800 metri (a Berlino), forte dello straordinario tempo di 1'55"45, non cammina. O meglio, cammina come un'atleta di medio livello: "Doveva correre due volte i 600 metri, e almeno in una occasione sotto l'1'32"", spiega ancora Seme. Ma l'esito è stato desolante. Caster ha corso il primo a 1'38 e dopo cinque minuti di recupero ha corso il secondo a 1'35". "Credo sia inutile pensare ai mondiali juniores di Moncton, in Canada", per i quali dovrebbe comunque superare un test, ottenere un minimo (che non ha). Le gare si disputeranno dal 19 al 25 luglio. Dunque troppo vicini, secondo il tecnico, per ipotizzare realisticamente un concreto miglioramento delle prestazione e della condizione generale.
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